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Il Parco Regionale Della Maremma

Istituito con Legge Regionale 5 giugno 1975 n.65 e Legge Regionale 16 marzo 1994 n.24, modificata ed integrata con Legge Regionale 31 dicembre 1994 n. 115. Gestione: Ente Parco Maremma Codice: PR01 È inserito nell'Elenco ufficiale delle Aree Protette regionali (Del. C.R. 1 marzo 1995 n.133). Comprende "in toto" o in parte i Siti di Interesse Comunitario "Padule della Trappola, Bocca d'Ombrone", "Pineta Granducale dell'Uccellina", "Dune costiere del Parco dell'Uccellina", "Monti dell'Uccellina", individuati dalla Regione Toscana in base alla Direttiva "Habitat" n. 92/43/CEE e approvati con Del. C.R. 10 novembre 1998 n.342. Comuni: Grosseto (5.500 ha), Magliano in Toscana (GR, 1.850 ha), Orbetello (GR, 1.550 ha) Estensione: 8.900 ettari Il Parco Regionale della Maremma, noto anche come Parco dell'Uccellina, si estende lungo il tratto di costa compreso tra Principina a Mare e Talamone ed è delimitato verso l'interno dalla ferrovia Livorno-Roma. Ai quasi 9.000 ettari del Parco si aggiungono circa 8.500 ettari di area contigua. L'attuale Piano del Parco rispecchia il Piano Territoriale di Coordinamento, adottato nel 1977, il quale definisce la zonizzazione (Zona forestale e palustre, Zona agricola a regolamentazione speciale, Zona agricola del Parco, Zona agricola esterna al Parco), i regolamenti d'uso ed i piani di gestione. Il Parco è stato insignito del Diploma della Comunità Europea. Dal punto di vista paesaggistico l'area è ricca e suggestiva, caratterizzata da elementi geografici diversi: la dorsale dei monti dell'Uccellina con i 417 m di Poggio Lecci, l'ultimo tratto del fiume Ombrone, che separa la pianura alluvionale parzialmente bonificata, dall'area palustre della Trappola, la costa caratterizzata ora da lunghi tratti sabbiosi, ora da ripide falesie. La palude della Trappola costituisce uno dei più vasti lembi di palude salmastra della Toscana. Informazioni, prenotazioni e per l'ingresso al Parco: Centro Visite, via del Fante - 58010 Alberese (GR), tel. 0564/407098, Fax 0564-407278 In numeri 8900 ettari, altitudine da 0 a 415 m slm. Il parco Istituito nel 1975, il parco tutela la parte più integra della Maremma toscana, formata da diversi ambienti in un’area costiera di grande urbanizzazione: i monti dell’Uccellina, quasi completamente ricoperti da una fitta macchia mediterranea e la cui parte bassa è stata trasformata in pascolo e uliveto, la pineta di Alberese, che protegge le aree interne dall’azione dei venti marini, la foce del fiume Ombrone, che taglia con un percorso a meandri il parco e le paludi della Trappola, un sistema di specchi d’acqua sia permanenti sia temporanei, popolati da uccelli e dove pascolano i bovini maremmani. La Trappola rappresenta ciò che rimane dei sistemi paludosi prima delle bonifiche. Antica la presenza dell’uomo, come testimoniano i ritrovamenti (ossa animali e frammenti di ceramica) risalenti all’Età del bronzo, avvenuto nelle grotte dello Scoglietto e della Fabbrica. In epoca etrusca una parte dell’area del parco doveva essere occupata dal porto della città di Roselle. Sino alla caduta dell’impero romano tutta la Maremma doveva rappresentare un luogo di caccia, pesca e villeggiatura. Le torri che ora si scorgono sui monti dell’Uccellina risalgono invece all’epoca medievale e formavano un sistema di vedette collegato alle rocche di Castiglione della Pescaia e di Talamone. Nel Settecento iniziarono le prime bonifiche della zona e la costruzione dei primi canali artificiali per rendere adatti all’agricoltura le terre attorno ad Alberese e che terminarono poi solo nel secolo scorso. La natura La macchia mediterranea domina i monti dell’Uccellina, mentre nelle altre zone del parco prevalgono diversi tipi di vegetazione a seconda della salinità dell’acqua: giunchi e carici dove c’è acqua dolce, mentre la salicornia si sviluppa in presenza di acqua salmastra. A sud del fiume Ombrone la pineta prende il posto della vegetazione palustre. Presenti nel Parco anche piccoli lembi di bosco formato da pioppi bianchi, frassini e olmi. Sulle spiagge la vegetazione è rappresentata da numerose specie pioniere che progressivamente, allontanandosi dal mare, vengono sostituite dalla macchia mediterranea. La fauna È abbastanza facile osservare esemplari della fauna locale. Innanzi tutto il cinghiale, simbolo dell’area protetta, il daino, il capriolo, il tasso, la volpe, l’istrice e la nutria, un grosso roditore sudamericano approdato al parco dopo la fuga da allevamenti senesi con l’alluvione del 1966. Ricca l’avifauna concentrata attorno alla foce dell’Ombrone: è presente con circa 300 esemplari l’oca selvatica, numerosi gli Anatidi come i germani reali, i codoni, i fischioni, i mestoloni, le marzaiole. Inoltre si possono osservare chiurlo, pavoncella, ghiandaia marina e gruccione. Rientrano nel paesaggio naturale anche due razze domestiche, il cavallo maremmano, dal mantello baio bruciato, e il bovino maremmano, bianco, mastodontico e con grandi corna ricurve. La Maremma è una delle rare zone dell’Italia dove si allevano allo stato brado o semibrado mandrie di bovini e cavalli. Durante l’inverno gli animali trovano riparo nella pineta. La visita Il centro visite di Alberese è la principale porta d’ingresso del parco (tel. 0564407098, fax 0564407278). Qui è possibile acquistare diverse pubblicazioni e prenotare le escursioni. Talamone è l’altro ingresso. Il parco della Maremma è una delle poche aree protette italiane dove la visita viene strettamente regolamentata (si prevede un numero massimo di persone al giorno, raggiunto il quale vengono sospese le visite) e dove per accedere si paga un biglietto d’ingresso. Le visite sono possibili tutto l’anno eccetto Natale e il pomeriggio del 1° maggio e del 15 agosto. Dato l’alto numero di visitatori, soprattutto a Pasqua, 25 aprile-1° maggio e durante l’estate, è opportuno pianificare la visita del parco prenotando presso il centro visite di Alberese. Complessivamente gli itinerari del parco sono 12: sette in partenza da Alberese, due da Talamone, uno equestre, uno in canoa e uno notturno. Generalmente la visita è autonoma, eccetto per gruppi superiori a 20 persone e da metà giugno a metà settembre: un’ordinanza regionale infatti, per timore degli incendi, impone la presenza di una guida. Gli itinerari sono tematici e variano per la lunghezza, le difficoltà e il tempo di percorrenza. Esistono anche degli itinerari, convenzionati, di pesca turismo e seawatching (rivolgersi al Centro visite). Dal momento che all’interno del parco non esistono infrastrutture, per le escursioni è necessario portarsi cibo e bevande, mantelle impermeabili e scarpe da trekking. D’estate, a causa del caldo, la visita è sconsigliata ad anziani e bambini. Appuntamenti Nel corso dell’anno sono previste in Maremma diverse manifestazioni. Tra queste: a febbraio carnevale a Grosseto e Orbetello; a maggio ad Alberese la ‘merca’ del bestiame e la doma del cavallo; a luglio, sempre ad Alberese, trebbiatura ‘a fermo’ sull’aia; ad agosto, a Orbetello, sagra dell’anguilla e Palio dei barchini; il 15 agosto, ad Alberese, ‘rodeo della rosa’, una gara di abilità tra i ‘butteri’ (i mandriani maremmani). Tutto in breve Informazioni Ente Parco regionale della Maremma, Aurelia Antica località Pianacce, 58010 Alberese (GR), tel. 0564407111, fax 0564407292, email: parcomar@gol.grosseto.it, web: www.parkSan it/parco.maremma Come arrivare In auto: SS 1 Aurelia da nord sino al km 174, indicazioni per Alberese e Santa Maria di Rispescia; da sud SS 1 Aurelia sino al km 166 (Alberese). In treno e autobus: stazione di Grosseto poi autobus soc. Rama (tel. 0564454169). Quando Tutto l’anno, ma preferibilmente in primavera per la fioritura della macchia e per le nascite di puledri e vitelli e da settembre a novembre, dopo gli affollati mesi estivi, per il passaggio degli uccelli migratori. Presenti due sentieri per disabili. Per dormire e mangiare Numerosi gli agriturismi nella zona, l’offerta turistica più completa (pensioni, alberghi, campeggi e agriturismi) si ha nei comuni di Grosseto, Magliano e Orbetello. Portarsi bevande e provviste per le escursioni nel parco, dal momento che lungo gli itinerari non c’è possibilità di rifornirsi. Cosa fare Escursionismo a piedi, a cavallo e in canoa.

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