Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna Istituito con Decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1993. Comprende "in toto" o in parte i Siti di Interesse Comunitario "Muraglione - Acqua Cheta", "Crinale M.Falterona – M.Falco – M.Gabrendo", "Foreste alto bacino dell’Arno", "M.Faggiolo – Giogo Secchieta", "Alta ValleSan ta", "Monte Calvano", "Foreste di Camaldoli e Badia Prataglia" individuati dalla Regione Toscana in base alla Direttiva "Habitat" n. 92/43/CEE, la Zona di Protezione Speciale "Camaldoli, Scodella, Campigna, Badia Prataglia (versante toscano)", individuata dalla Regione Toscana in base alla Direttiva "Uccelli selvatici" 79/409/CEE, il Sito di Interesse Regionale "La Verna – M.Penna", individuato dalla Regione Toscana in base al Progetto Bioitaly, tutti approvati con Del. C.R. 10 novembre 1998 n.342. Codice: Elenco Ufficiale Nazionale delle Aree Protette: EUAP0016 Comuni (Toscana): Poppi (AR, 3.818 ha), Stia (AR, 3.273 ha), Chiusi della Verna (AR, 2.561 ha), Pratovecchio-in-toscana.asp?vacanza=209 title=Pratovecchio-in-toscana>Pratovecchio (AR, 2.239 ha), Bibbiena (AR, 1.886 ha), San Godenzo (FI, 3.213 ha), Londa (FI, 740 ha) Comuni (Emilia-Romagna): Bagno di Romagna ( FC), Portico San Benedetto(FC), Premilcuore(FC), Santa Sofia (FC), Tredozio(FC). Estensione (Toscana): 17.730 ettari (in provincia di Arezzo 13.777 ha, in provincia di Firenze 3.953 ha) Estensione (Emilia Romagna): circa 18.700 ( in provincia di Forlì – Cesena) Il Parco si estende sull’Appennino Tosco-Romagnolo per circa 36.400 ha, di cui circa la metà interessano la Regione Toscana, ed i restanti la Regione Emilia-Romagna. L’area del Parco è suddivisa in zone a diverso grado di protezione: la Zona 1 "di conservazione integrale", per una superficie complessiva di 896 ha, comprende le Riserve Naturali Integrali di Sasso Fratino e della Pietra; la Zona 2 "di protezione", comprende gran parte delle foreste demaniali regionali e le Riserve Statali (Camaldoli, Scodella, Campigna e Badia Prataglia) per una estensione complessiva di 14.716 ha; la Zona 3 "di tutela e valorizzazione" include la maggior parte delle proprietà private e parte delle foreste demaniali regionali, per un totale di 20.814 ha. Il territorio del Parco si presenta prevalentemente montuoso, con dei limiti altitudinali che vanno dai 430 m della valle del Bidente ai 1658 m del Monte Falco. La caratteristica predominante è l’estensione delle sue rigogliose foreste, che ricoprono creste e intere vallate, spingendosi fino al crinale principale e sui rilievi più elevati, e che occupano oltre l’80% dell’area totale. Il cuore del Parco è costituito dal complesso delle Foreste Casentinesi, a cavallo del crinale, tra il Monte Falterona ed il Passo dei Mandrioli: comprende le Foreste di Campigna, di Badia Prataglia-La Lama e di Camaldoli; all’interno di quest’ultima è situato il famoso Eremo di Camaldoli. Di notevole interesse storico è il Santuario della Verna, all’estremità meridionale del Parco. Un altro elemento che caratterizza il paesaggio del Parco è l’abbondanza di acqua, sotto forma di sorgenti e di innumerevoli ruscelli e torrenti limpidi, movimentati da frequenti cascate, alcune delle quali spettacolari come quella dell’Acquacheta, alta circa 80 m, ai limiti settentrionali del Parco. Alla ricchezza di acque correnti, alimentate dall’abbondante piovosità, si contrappone l’assenza di laghi naturali; sono però presenti modesti ma numerosi acquitrini, disseminati nelle foreste. Da ricordare la torbiera del Porcareccio, attorno all’omonima fonte. Tra le sorgenti è da menzionare quella dell’Arno, a 1358 m sulle pendici meridionali del Monte Falterona. Il paesaggio vegetale si differenzia secondo le fasce altitudinali e le locali condizioni climatiche. La fascia montana, al di sopra dei 900 m di quota, è caratterizzata da una copertura forestale estesa e rigogliosa che, nella sua composizione originaria, ancora ben riconoscibile nel versante romagnolo, presenta due diverse tipologie: al di sopra dei 1.150-1.200 metri è costituita prevalentemente da boschi misti a dominanza di faggio Fagus sylvatica e acero di monte Acer pseudoplatanus, mentre nella fascia sottostante presenta una composizione più varia con faggio e abete bianco Abies alba, a costituire consorzi misti insieme a acero riccio Acer platanoides, acero montano A. pseudoplatanus, tiglio Tilia cordata, frassino Fraxinus excelsior, olmo montano Ulmus glabra, tasso Taxus baccata e agrifoglio Ilex aquifolium. I lembi più preziosi di questa foresta di rara bellezza, prossima allo stadio di climax, sono compresi nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, tesa appunto alla protezione di questa risorsa naturale il cui valore le è valso un prezioso riconoscimento dell’Unione Europea. Estese parti del bosco misto hanno però perso la loro composizione originaria, in quanto sono state trasformate artificialmente in abetine pure o miste a faggio, così come i boschi delle quote medio-alte sono spesso diventati faggete monospecifiche. Di notevole interesse sono i lembi di brughiere a mirtilli Vaccinium myrtillus che costituiscono stazioni relitte sulla sommità del Monte Falco. Sul versante settentrionale del Monte Falco sono presenti resti di praterie altomontane ricche di specie rare quali Anemone narcissiflora Saxifraga moschata, Saxifraga latina, Murbeckiella zanonii, Vaccinium vitis-idaea. Nei prati di Poggio Scali vegeta anche il raro botton d’oro Trollius europaeuSan Più varia si presenta la vegetazione submontano-collinare, con un’alternanza di boschi, ampie praterie e comunità erbacee dei versanti erosi. I boschi dei versanti freschi della Romagna sono costituiti da un notevole numero di latifoglie decidue a dominanza di cerro Quercus cerris e carpino nero Ostrya carpinifolia, a cui si associano non di rado carpino bianco Carpinus betulus, orniello Fraxinus ornus, acero opalo A. obtusatum, acero campestre A. campestre e numerosi sorbi (Sorbus domestica, San torminalis, San aria); saltuariamente sono presenti anche tiglio Tilia cordata e T. plathyphyllos, faggio e rovere Quercus petraea. Molto comuni sono anche maggiociondolo Laburnus anagyroides, nocciolo Corylus avellana, corniolo Cornus mas, sanguinello C. sanguinea, biancospino Crataegus monogyna. Sono inoltre presenti castagneti, sparsi un pò in tutta l’area, ma frequenti soprattutto nei versanti casentinesi e della Val di Sieve. Frequenti sono anche i rimboschimenti, soprattutto di pino nero Pinus nigra, ma anche di abete rosso Picea abies, pino silvestre Pinus sylvestris e di numerose specie esotiche. Data la modesta altitudine dei rilievi le praterie esistenti non sono di origine naturale, derivando bensì dal taglio del bosco, effettuato intensivamente durante il secolo scorso. Sono attualmente presenti un notevole numero di prati post-colturali nei quali, a seconda dell’entità dell’abbandono, sono presenti varie formazioni a rappresentare stadi diversi della naturale successione verso il bosco misto. I versanti erosi, come i molti costoni scabri della Romagna e i calanchi della Valle Santa, sono occupati da una vegetazione erbacea composta da specie tenaci e resistenti alla siccità, quali Sesleria italica, endemica dell’Appennino tosco-romagnolo e umbro-marchigiano, e altre specie quali Bromus erectus, Campanula medium, Carlina uzka, ecc Da segnalare alcune preziose presenze floristiche quali le orchidacee Epipactis purpurata, specie rara che ha qui l’unica stazione appenninica segnalata, Epipactis flaminia, recentemente scoperta e descritta nel territorio del Parco, oltre alla felce Matteuccia struthiopteris, che può superare il metro di altezza. Tra le specie più preziose del Parco vi è la rara Tozzia alpina, presente in pochi punti vicini ai ruscelli, a costituire le uniche stazioni dell’Appennino e le più meridionali d’Italia. La fauna del Parco è caratterizzata da una buona diversità specifica, che ne rispecchia l’integrità e la varietà ambientale. La presenza faunistica più importante è senza dubbio quella del lupo Canis lupus, che ha sempre abitato l’area, con popolazioni di dimensioni fluttuanti nel tempo, secondo l’intensità ed efficacia con cui veniva cacciato e la pressione umana sul suo territorio. Attualmente la popolazione è in crescita e conta una trentina di esemplari, divisi in tre-quattro piccoli branchi. Diversa sorte ha avuto l’orso, ormai estinto e le cui tracce rimangono solo nella toponomastica. Il carnivoro più comune è invece la volpe Vulpes vulpes, ma la crescente naturalità del territorio sta portando alla sua diminuzione. Sono anche presenti il tasso Meles meles, la donnola Mustela nivalis, la faina Martes foina e la puzzola Mustela putoriuSan La popolazione di ungulati che popolano il Parco è tra le più importanti dell’intero Appennino e comprende capriolo Capreolus capreolus, cervo Cervus elaphus, daino Dama dama, muflone Ovis musimon e cinghiale Sus scrofa. L’avifauna è ben rappresentata, conta infatti più di 80 specie nidificanti, oltre a molte migratrici e svernanti. Sono presenti molte specie a larga diffusione, ma merita segnalare quelle legate, per la nidificazione, ai boschi d’alto fusto, come allocco Strix aluco, cincia bigia, cincia mora e cinciarella (Parus palustris, P. ater, P. caeruleus), rampichino Certhia brachydactyla, picchio muratore Sitta europaea, picchio rosso maggiore Picoides major, picchio verde P. viridis ed il più raro picchio rosso minore P. minor; esclusivamente nelle abetine più mature è presente il rampichino alpestre Certhia familiaris, che ha qui la sua principale popolazione toscana, di rilevante interesse ecologico. Negli ambienti montani più aperti, praterie e cespuglieti, sono presenti passera scopaiola Prunella modularis, culbianco Oenanthe oenanthe e prispolone Anthus trivialiSan Numerosi sono anche i rapaci, sia quelli legati agli ambienti forestali per la nidificazione e l’alimentazione, come sparviero Accipiter nisus e astore A. gentilis, sia quelli più o meno legati alle zone aperte come territori di caccia, come falco pecchiaiolo Pernis apivorus, lodolaio Falco subbuteo e gheppio Falco tinnunculus; durante i periodi migratori è possibile osservare, tra gli altri, il falco pellegrino Falco peregrinuSan Importante il ritorno come nidificante, dopo alcuni decenni, dell’aquila reale Aquila chrysaetoSan Nei torrenti è presente, ma localizzato, il merlo acquaiolo Cinclus cincluSan Tra gli anfibi sono presenti, oltre a varie specie di rane e rospi, i tritoni punteggiato Triturus vulgaris, crestato T. carnifex e quello alpestre T. alpestris; da segnalare la rara salamandrina dagli occhiali Salamandrina terdigitata ed il geotritone Hydromantes italicus gormani, che vive in spaccature della roccia. Sono state censite 11 specie di rettili, tra cui la vipera Vipera aspis, la grossa biscia dal collare Natrix natrix e due segnalazioni recenti: il colubro di Riccioli Coronella girondica e la biscia tessellata Natrix tessellata. Gestione: Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna Informazioni: Sede del Parco: Palazzo Vigiani, via Guido Brocchi 7 - 52015 Pratovecchio-in-toscana.asp?vacanza=209 title=Pratovecchio-in-toscana>Pratovecchio (AR), tel. 0575/50301 Fax 0575/504497 e-mail infosede@parcoforestecasentinesi.it Sede della Comunità del Parco: via Nefetti 3 - 47018 Santa Sofia (FO), tel. 0543/971375 Fax. 0543/973034 e-mail info@parcoforestecasentinesi.it Sito: www.parcoforestecasentinesi.it I Centri Visita del Parco: BAGNO DI ROMAGNA Geologia e termalismo tel. 0543.911304 fax 0543.911709 – e-mail: cv.bagnodiromagna@parcoforestecasentinesi.it CHIUSI DELLA VERNA Religione e Natura tel. Fax 0575.532098 – e-mail: cv.chiusiverna@parcoforestecasentinesi.it LONDA Il paesaggio tel. 055.8351202 – e-mail: cv.londa@parcoforestecasentinesi.it SAN BENEDETTO IN ALPE (Portico San Benedetto) La storia della Romagna - Toscana tel. e fax 0543.965286 – e-mail: cv.sanbenedetto@parcoforestecasentinesi.it PREMILCUORE La fauna (all’interno “Museo della fauna del Crinale Romagnolo”) tel. 0543.956540 – e-mail: cv.premilcuore@parcoforestecasentinesi.it SANTA SOFIA La foresta (Ufficio I.A.T.) tel. 0543.971297 fax 0543.973034 – e-mail: cv.santasofia@parcoforestecasentinesi.it BADIA PRATAGLIA L’uomo e la foresta (Ufficio A.P.T.) tel. e fax 0575.559477 – e-mail: cv.badiaprataglia@parcoforestecasentinesi.it CASTAGNO D’ANDREA Il Monte Falterona tel. e fax 0558.375125 – e-mail: cv.castagnodandrea@parcoforestecasentinesi.it TREDOZIO Il capriolo tel. e fax 0546.943182 – e-mail: cv.tredozio@parcoforestecasentinesi.it Punti informazioni: Punto Informazioni e Museo Ornitologico di Camaldoli tel. 0575.556130 Punto Informazioni La Villetta di Campigna tel. 0543.980231 Punto Informazioni di Stia 52017 Piazza Tanucci, 62 Altre Strutture: Planetario di Stia tel. e fax 0575.504596 Giardino Botanico di Valbonella Loc. Corniolo – San Sofia BIBLIOTECA Guide naturalistiche recenti Giunti, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi. Dove gli alberi toccano il Cielo. Ed Giunti, Firenze - Milano, 2003. Carta escursionistica del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi monte Falterona e Campigna, Selca, Firenze. AA.VV., Guida alla scoperta dei luoghi del Casentino. Ed. Octavo, Firenze, 1995. AA.VV., Il Casentino. Ed. Octavo, Firenze, 1995. Agostini N. (a cura di), Il Parco del crinale Romagnolo. Ed. Maggioli, Rimini, 1992. Borchi San, Foreste Casentinesi. Ed. D.R.E.A.M., Firenze, 1989 Ceccolini G., Cenerini A., Parchi Riserve e Aree Protette della Toscana. Regione Toscana, WWF Toscana. Tip. Vieri, Roccastrada, 1998. Corradi G.L. ( a cura di), Il Parco del crinale fra Romagna e Toscana. Ed. Alinari, Firenze, 1992. Padula M., Crudele G., Le foreste di Campigna-Lama nell’Appennino tosco-romagnolo. Ed. Regione Emilia-Romagna, Bologna, 1988. Silvestri A., Il Parco Nazionale della Romagna Toscana. Edizioni Pro Natura, Forlì, 1994. Vianelli M., Guida. Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.Ed. Octavo, Firenze, 1996.
Anghiari [] Badia Tedalda [] Bibbiena [] Bucine [] Capolona [] Caprese Michelangelo [] Castel Focognano [] Castel San Niccolo [] Castelfranco Di Sopra [] Castiglion Fibocchi [] Castiglion Fiorentino [] Cavriglia [] Chitignano [] Chiusi Della Verna [] Civitella In Val Di Chiana [] Cortona [] Figline Valdarno [] Foiano Della Chiana [] Laterina [] Loro Ciuffenna [] Lucignano [] Marciano Della Chiana [] Monte San Savino [] Montemignaio [] Monterchi [] Montevarchi [] Ortignano Raggiolo [] Pergine Valdarno [] Pian Di Sco [] Pieve Santo Stefano [] Pratovecchio [] San Giovanni Valdarno [] Sansepolcro [] Sestino [] Stia [] Subbiano [] Talla [] Terranuova Bracciolini []
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