La valle della Merse
La valle della Merse
Il fiume Merse, secondo corso d'acqua della provincia di Siena,
nasce ai margini delle Colline Metallifere, nei pressi di Boccheggiano,
si dirige verso nord per poi disegnare un' ansa e piegare verso sud. Si getta
nel fiume Ombrone di cui rappresenta il maggiore affluente, insieme
all'Orcia ed all'Arbia, dopo aver attraversato un territorio
dapprima selvaggio, poi coltivato, ed infine tornando a scorrere in zone quasi
completamente disabitate. La bellezza dell'ambiente e la buona qualità delle acque
ha fatto sì che la Merse divenisse una meta preferita per molti
pescatori e canoisti, nonchè di tanti appassionati
della vita all' aria aperta. Sia le colline circondate dall'alto corso del fiume,
sia i rilievi che separano la valle della Merse dalla valle
dell' Arbia e dell' Ombrone sono una zona molto bella
e accessibile in modo ottimale in MTB.
Merse - Itinerario n.1 Brenna-Recenza-Pornella-La Gonna-Brenna
Riferimento quota dist.parz. dist.tot.
Brenna 200 0,00 0,00
Recenza 288 9,12 9,12
Pornella 428 1,51 10,63
Poggio La Torretta 500 1,38 12,01
La Gonna 280 6,03 18,04
Brenna 200 9,12 27,14
Dislivello totale: 512 mt. - Pendenza max.: 9% (2 km) - 6% (1,5 km)
Asfalto 6,95 km - Terra 20,21 km - Difficoltà: 3/5
Dal paesino di
Brenna ci si dirige verso la superstrada
Siena-
Grosseto,
girando però a destra verso
Orgia e, una volta superato il ponte
sulla
Merse, a sinistra per
Cerreto. Dopo circa
4,5 km sulla destra trovate il bivio per
Recenza e
Pornella
(non indicato), la strada sale subito in modo deciso, con due rampe prima di
Pornella
particolarmente ripide ma asfaltate. Giunti a
Pornella
superate la fattoria e girate a sinistra riprendendo a salire verso il
Poggio
La Torretta, da dove si ammira un bel panorama a 360 gradi. Si prosegue
sempre diritto, finchè al termine della discesa si incrocia a destra la strada
asfaltata che porta da
San Lorenzo a Merse verso
Monticiano.
Dopo circa 3300 metri in discesa, sulla destra ancora si trova la deviazione per
La Gonna, una
fattoria ormai abbandonata;
giunti nel fondovalle si gira prima a destra (a sinistra si raggiunge il fiume)
e poi a sinistra, incontrando il tratto più impegnativo del percorso, non tanto
per la pendenza (2%) quanto per il fondo a grossi ciottoli, tipico delle antiche
strade. Quando si ricomincia a scendere,
Brenna è ormai vicinissima,
appena oltre il
fiume Merse che viene superato su di un guado
in cemento.
Merse - Itinerario n.2 Montarrenti-Selva-Cornocchia-Frosini-Pentolina
Spannocchia-Montarrenti
Riferimento quota dist.parz. dist.tot.
Colonna Montarrenti 314 0,00 0,00
bivio Cotorniano 302 1,88 1,88
La Selva 560 8,00 9,88
fattoria Cornocchia 534 5,69 15,57
SanSan73 299 6,36 21,93
imbocco sentiero n°7 265 4,77 26,70
Pentolina 405 4,39 31,09
Spannocchia 285 5,15 36,24
Colonna Montarrenti 314 1,89 38,13
Dislivello totale: 784 mt. - Pendenza max.: 7% (1,2 km) - 6% (4 km)
Asfalto 7,91 km - Terra 30,22 km - Difficoltà: 3/5
La
Colonna di
Montarrenti, punto di partenza
di questo itinerario, è il nome dell' incrocio tra la SanSan73 e la SanSan541, per
raggiungerla occorre dirigersi da
Siena verso
Rosia e proseguire
pochi chilometri verso
Roccastrada. Si imbocca la SanSan541 a dx
per
Colle Val d'Elsa, fino al bivio sulla sx per
La Selva
e
Cotorniano su sterro. La salita è lunga ma costante,
e porta fino ai 560 mt. della
fattoria La Selva dove si gira
a sx continuando a salire, giungendo dapprima ad un bivio sulla dx da ignorare
verso il
podere Niccioli, poi alla quota massima di 715 mt. e
da qui sempre diritto ed in discesa per la
fattoria Cornocchia.
Per ulteriori 1800 mt si segue in discesa il sentiero Provinciale n°1, ma quando
questo piega a destra lo si abbandona proseguendo a diritto. Si risale fino ad
un incrocio dove si va diritti, si supera un' altra breve salita e si giunge alla
SanSan73 sotto all' abitato di
Frosini (600 mt a sx), dove si trova
un bar ed un ristorante. Si segue la strada asfaltata a destra per
Monticiano
(attenzione al traffico), finchè dopo circa 4,6 km sulla sx si incontra il sentiero
n°7. Ora viene il difficile: occorre guadare il
fiume Feccia,
quindi se è caldo o se siete veri biker potete anche provare a non scendere, altrimenti
vi consiglio caldamente di togliervi scarpe e calze e di attraversare il fiume
a piedi, normalmente l'acqua è bassa ed il fondo è sassoso. Si riparte incontrando
subito un tratto di salita costante che conduce all'antico paese di
Pentolina,
ora in ristrutturazione. Sempre seguendo i segnali del sentiero n°7 si giunge
ad un bivio sulla dx che vi porta, dopo una breve ma ripida discesa nel bosco,
in prossimità del
castello di Spannocchia. Senza giungere al
castello, troverete sulla sx uno stretto bivio in discesa che vi riporterà alla
strada statale dove si gira a sx per la
Colonna di
Montarrenti.
Merse - Itinerario n.3 Rosia - Spannocchia - Poggio Lavacchio - fiume
Merse - Brenna - Stigliano - Rosia
Riferimento quota dist.parz. dist.tot.
Rosia 203 0,00 0,00
Ponte della Pia 254 2,55 2,55
incrocio Spannocchia 365 2,61 5,16
San Giovannese 436 3,48 8,64
Poggio Lavacchio 448 4,34 12,98
guado Merse 227 6,04 19,02
bivio Pornella 313 3,02 22,22
guado Merse 192 4,69 26,91
Stigliano 222 2,90 29,81
Rosia 205 2,63 32,44
Dislivello totale: 554 mt. - Pendenza max.: 13% (0,4 km) - 7% (1.1 km)
Asfalto 7,8 km - Terra 24,6 km - Difficoltà: 3/5
Il punto di partenza è costituito dall'abitato di
Rosia, all'
imbocco della vallata che porta all'incrocio tra le strade statali 73 verso
Monticiano
e
Roccastrada e 540 verso
Colle. Si prende sull'
asfalto verso
Roccastrada, seguendo appunto la SS73 per circa
2300 metri. Dopo un carrozziere, sulla sx si trova una stradina che scende a guadare
il torrente sottostante, risale nel bosco e dopo aver piegato a dx, giunge all'imbocco
del
Ponte della Pia. Questo arco in pietra, che scavalca il letto
del
torrente Rosia, prende il nome da
Pia de' Tolomei,
reclusa nel
Castello di Pietra (presso
Gavorrano)
e poi uccisa dal marito che intendeva contrarre un altro matrimonio. La vicenda
è divenuta celebre grazie a
Dante, che ricorda la vicenda con
i versi "ricordati di me, che son la Pia:
Siena mi fe'; disfecemi
Maremma"
(Purgatorio, C.V, 134-135), che tutti a
Siena conoscono. Ora pedaliamo sull' acciottolato
della antica
Via Maremmana: si lascia a sx il bivio verso le
rovine dell'
Eremo Agostiniano di Santa Lucia e si scende verso
un altro guado del
torrente Rosia, oltre il quale si tiene la
dx per sboccare sulla SS73. Poche decine di metri a sx troviamo il bivio di
Spannocchia:
un tratto in salita sterrata ci fa salire di quota fino ad incrociare un'altra
sterrata, segnata come sentiero n.7 della Provincia: il
castello di Spannocchia
si trova alla nostra sx, mentre il percorso continua a dx. Si superano due case
e si sale fino ad uscire dal bosco: qui si può osservare alla dx il
castello
di Montarrenti ed alle sue spalle
la Montagnola. Arrivati
all'asfalto, lo si segue a sx fino a raggiungere il podere San Giovannese: dopo
250 metri si lascia la strada asfaltata per una di bosco sulla sx: dapprima si
scende, poi si risale verso il poggio Gattacorta e successivamente il Poggio
Lavacchio:
si raggiunge un capanno di cacciatori dove si tiene la dx, si supera un tratto
di discesa ed uno di salita, entrambi ripidi, per poi iniziare una lunga e dolce
discesa verso la
valle della Merse, che viene guadata su di uno
scivolo in cemento. Superato il torrente si risale verso il
Pian delle
Tende, dove incontriamo una strada che viene dal
podere La Gonna:
si gira a sx in pratica scendendo la vallata del fiume, e contemporaneamente salendo
di quota su di uno scomodo acciottolato che rappresentava l'antica strada per
Monticiano. Una volta lasciata a dx la salita per
Pornella,
il percorso torna a scendere verso un altro guado della
Merse:
siamo a
Brenna, piccolo gruppo di case che vede nelle giornate
estive gruppi di giovani (e non) cercare un po' di fresco nelle acque del fiume.
Appena superato il guado si piega a sx, si supera il cimitero e si prosegue su
di una stradina che ben presto diviene un sentiero nel folto del bosco, costeggiando
ancora il fiume e le opere idrauliche di captazione delle acque per i mulini e
per l'irrigazione del piano di
Rosia. Si raggiunge infine una
sterrata dove si gira a dx in leggera salita: si incontrano a sx l'imbocco della
salita per
Siena Vecchia, sulla dx lo "stradone" di
Montestigliano
e le case di
Poggio: una breve rampa asfaltata porta finalmente
al paese di
Stigliano. Si raggiunge la strada principale e si
gira a sx, per raggiungere
Rosia dopo circa 2 km.
Merse - Itinerario n.4 Rosia-Torri-Stigliano-Castiglion che Dio sol sa-Spannocchia-SanLucia-
Ponte della Pia-Rosia
Riferimento quota dist.parz. dist.tot.
Rosia 205 0,00 0,00
Torri 257 1,97 1,97
Stigliano 222 2,47 4,44
Castiglion che Dio sol sa 305 4,45 8,89
Spannocchia 397 4,34 13,23
Santa Lucia 295 3,31 16,54
Ponte della Pia 250 0,71 17,25
Rosia 205 2,51 19,76
Dislivello totale: 468 mt. - Pendenza max.: 9% (1,3 km) - 8% (1,1 km)
Asfalto 6,80 km - Terra 11,55 km - Sentiero 1,41 km - Difficoltà: 4/5
Questo potrebbe essere chiamato "
itinerario storico": tocca infatti
gli
antichi borghi di
Torri e
Stigliano,
il
fortilizio di
Case Castiglioni, il
castello
di Spannocchia, le rovine dell'
eremo di Santa Lucia
ed il famoso
Ponte della Pia. Si parte da
Rosia,
a circa 15 km a sud-ovest di
Siena, lungo il percorso della attuale
SanSan73 ma anche sull'antico tracciato della
via Maremmana; si
prende su asfalto in direzione di
Grosseto, per girare poi a
dx subito dopo un ponticino all'altezza del Campo sportivo seguendo i segnavie
del sentiero n°7; giunti al cimitero si prosegue diritto in direzione del paesino
di
Torri. Giunti nella piazzetta del paese, si gira a dx verso
l'arco e lo si supera. Si prosegue a diritto su asfalto riscendendo, si gira prima
a sx poi a dx al cimitero, e si raggiunge di nuovo la strada principale, che va
seguita a dx per circa 1100 metri. Al bivio si prende a dx verso Stigliano (ristorante).
Dalla piazzetta di
Stigliano si sale, seguendo di nuovo i segnavie,
girando a sinistra e subito a destra ed affrontando un duro strappo, fortunatamente
su asfalto, fino ad una antica costruzione; qui la strada spiana e diviene sterrata,
si ignora il bivio a sx verso la
fattoria di Montestigliano e
si inizia a scendere. Circa 800 metri dopo lo scollinamento si prende sulla dx
una strada che sale nel bosco, abbandonando temporaneamente i segnali del sentiero:
infatti il tracciato prosegue a diritto verso la
fattoria di Campalfi
per poi affrontare un lungo tratto assolutamente non pedalabile. La strada di
bosco si arrampica nel bosco alternando tratti tranquilli a strappi duri, con
pendenze fino al 15% ma fortunatamente su terreno compatto. Dopo circa 2400 metri,
trenta metri prima di un tornante a dx, si devia a sx su uno stradello ben battuto,
che dopo una breve discesa si restringe in un sentiero in salita allo scoperto.
Qui fermatevi e voltatevi per osservare il corso della
Merse,
l'abitato di
Brenna e la catena di colline che separano il medio
corso del fiume dalla sua parte bassa. Dopo un breve tratto in discesa si incontra
di nuovo il sentiero segnato, che sale da sx dalla
fattoria di Campalfi:
si gira a dx e si continua a salire in un sentiero attraverso una pineta, fino
a trovare una strada più ampia ed una cessa sulla dx. Proseguite sulla strada
per circa 300 metri, poi a sx fino alle
Case Castiglioni, più
conosciute col nome popolare di "
Castiglion che Dio sol sa".
Una volta tornati sulla strada principale, si incontra dopo un breve strappo una
casa ristrutturata immersa nel bosco: siete ad
Anterigoli, e
la valle sotto di voi è quella del
torrente Ricausa. Ancora una
breve discesa, il guado di un fosso e poi è tutta salita dolce fino ad una sterrata
più ampia, da dove, girando a dx, si raggiunge il
castello di Spannocchia.
Ritornati indietro, dopo aver incrociato la strada che proviene da
Anterigoli,
si gira a dx in discesa verso la SanSan73, e da qui di nuovo a dx. Poche decine
di metri e, di fronte alle cave ed all'officina per la lavorazione del travertino
c'è uno stradello a dx: lasciate l'asfalto, poi girate a sx e guadate il torrente
Rosia: la strada rivela l'antico selciato, che ha resistito ai secoli dopo aver
sopportato il transito del traffico tra
Siena ed i suoi territori nella
Maremma.
Circa 700 metri dopo il guado, si sale a dx verso le rovine dell'
Eremo
Agostiniano di Santa Lucia, deturpate dal tempo, dall'incuria e non ultimo
da un traliccio argentato dell'Enel. Si riscende ed al bivio si prosegue a dx
verso il
Ponte detto "
della Pia", a ricordo
della sfortunata
Pia de' Tolomei, reclusa nel
Castello
di Pietra (presso
Gavorrano) e poi uccisa dal marito
che intendeva contrarre un altro matrimonio. La vicenda è divenuta celebre grazie
a Dante, che ricorda la vicenda con i versi "ricordati di me, che son la Pia:
Siena mi fe'; disfecemi
Maremma" (Purgatorio, C.V, 134-135),
che tutti a
Siena conoscono. Ammirato l'arco in pietra che supera
il
torrente Rosia, si imbocca la strada asfaltata a dx per raggiungere
in breve l'abitato di
Rosia.
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