La Verna ( Chiusi della Verna) - Breve storia del San tuario
Il santuario sorge in memoria della permanenza di San Francesco alla Verna, documentata
fin dal 1214, ed è costituito da un complesso di edifìci che coagulano
ed esaltano la memoria del santo e dei primordi dell'Ordine. Peraltro la scelta
stessa del luogo avrebbe, secondo la tradizione bibliografica in tema all'Ordine,
un senso profondamente cristo mimetico e in particolare di mimesi della Passione
di Cristo, vissuta da Francesco tanto intensamente da imprimere nel suo corpo
il suggello delle Stimmate. Secondo la tradizione, infatti, a San Francesco fu
rivelato che la particolare conformazione del luogo,- scoscesa ed irta, costituita
da un masso ciclopico frantumato in blocchi di enormi dimensioni, fu causa ta
da una scossa tellurica di straordinaria veemenza avvenuta alla morte di Cristo
quando "la terra si scosse, le rocce si spezzarono". La storia del santuario,
che possiamo definire una sorta di "cittadella francescana", inizia
nel 1213 quando il conte Orlando Cattani da Chiusi donò a San Francesco
d'Assisi il territorio in questione per permettervi l'edificazione di un romitorio.
Tra1216e 1218 furono costruite numerose celle e la piccola chiesa di Santa Maria
degli Angeli, memoria dell'apparizione della Vergine al santo; tuttavia il fatto
decisivo, quello che decretò la costruzione del convento francescano, avvenne
nel 1224, quando San Francesco ricevette le Stimmate proprio alla Verna. La chiesa
primitiva fu ingrandita tra1250 e 1260 e nel 1263 fu edificata la Cappella delle
Stimmate, altro nucleo fondamentale del complesso santuariale. La Verna si sviluppò
molto nel corso del secolo XIV, mentre durante il XV secolo fu impreziosita da
importanti opere d'arte commissionate sia dall'Arte della Lana sia dai Medici;
infine, nel corso del secolo XVI furono erette numerose nuove strutture, cioè
la Cappella della Pietà, o del conte di Montedoglio, il Corridoio delle
Stimmate, il refettorio e i piccoli edifici costruiti nel bosco. Oltre alle reliquie
di San Francesco, alla Verna, si venerano un masso, il "Sasso Spicco"
e il cosiddetto letto del santo, mentre id alcuni alberi sono legati ricordi devozionali
molto particolari. Un masso è la grande pietra sulla quale Cristo si sarebbe
seduto per consolare San Francesco che pensava alla morte e per fargli alcune
promesse relative all'Ordine dei Frati Minori. È conservato nel luogo detto
Prima cella di San Francesco o Cappellai Santa Maria Maddalena, il "Sasso
Spicco è invece un antro formato da mastodontici blocchi di pietra che,
secondo la rivelazio ne fatta da un angelo a San Francesco, assunse questa conformazione
con il terremoto seguito della morte di Cristo. Il "letto di San Francesco"
è un masso rettangolare. piano dove il santo si riposava dopo aver recitato
le sue orazioni ed è l'oggetto più miracoloso degli altri Tra le
reliquie venerate ricordiamo l'urna contenente il sangue sgorgato dalle Stimmate
e raccolto da frate » Leone in alcune pezze di stoffa, e qualche oggetto
appartenuto al santo, cioè un bastone, un flagello, una porzione del cordone
che egli teneva legato alla vita, una ciotola di legno, un bicchiere e una tovaglia.
Infìne, in tempi recenti, alla Verna è stato traslato anche il saio
di San Francesco. Per quel che concerne gli "alberi miracolosi", ricordiamo
la querce dove sostò il santo mentre si avvicinava alla Verna e dove fu
ricevuto e salutato da uno stormo di uccelli. L'albero oggi non esiste più,
perché ; mori nel corso del XVI o del XVII secolo e al suo posto sorge
la Cappella degli uccelli, costruita a partire dal 1602 da fra Lucido da Corsano.
Inoltre tré faggi furono protagonisti di eventi straordinari: essi sono
scomparsi, ma resta memoria degli accadimenti miracolosi e i pellegrini si recano
nel bosco in preghiera e in contemplazione. Il tronco di uno di questi faggi è
stato murato nelle fondamenta del Gonidio delle Stimolale, il secondo fu murato
in una cappella, il terzo, infine, fu sostituito da un tabernacolo. Per quanto
concerne il primo faggio, secondo Agostino Miglio (Nuovo dialogo delle devozioni
del Sacro Monte della Verna, 1586) mentre i frati salmeggiavano, dopo Compieta,
sulla strada .che andava dalla iella del Cardinale a quella degli Orsini, apparve
la Vergine con Gesù sopra ad un faggio e li benedì. un faggio seccò
nel 1537, quindi i frati lo tagliarono e lo inserirono nelle fondamenta della
Cappella delle Stimmate. Il secondo faggio miracoloso era quello (attualmente
ricordato dalla Cappella del faggio} di fronte al quale il beato Giovanni della
Verna era solito recarsi a pregare. Un giorno, mentre egli era gravemente tentato
nella fede. Cristo gli apparve ai piedi dell'albero e lo consolò amorevolmente.
Questo faggio fu atterrato dal vento nel 1598 e il Guardiano Angelo da Rassina
fece costruire al suo posto una cappella dove fu collocata una porzione del tronco
del faggio, che i devoti ridussero subilo a brandelli per possedere almeno una
scheggia di legno come reliquia. Una lapide, posta in un tabernacolo, ricorda
infine il faggio seccato nel 1592: si trattava della pianta dalle cui radici era
sgorgata la fonte miracolosa in cui San Francesco si lavò ripetutamente
le Stimmate. Da allora quell' acqua guariva chi era affetto da malattie agli occhi.
Si racconta che anche Cosimo I dei Medici e sua moglie, Eleonora di Toledo, in
visita al santuario, fossero stupiti da una simile sorgente, poiché proveniva
dall'interno dell'albero. Perciò fecero asciugare il faggio e vi misero
alcuni soldati di guardia per evitare eventuali inganni. Nessuno lo avvicinò,
eppure il faggio si riempi nuovamente d'acqua, facendo gridare al miracolo.
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