L'agricoltura (31% della forza lavoro) conserva una posizione ragguardevole nel
quadro dell'economia toscana, che ha nel turismo un altro punto
di forza. I principali prodotti agricoli sono i cereali, le olive,
l'uva da vino, gli ortaggi (specialmente carciofi, asparagi,
cavolfiori e pomodori) e la frutta; rilevante è pure la produzione di funghi
e di castagne . Importanza minore hanno la pesca e l'allevamento
del bestiame. Dal sottosuolo si estraggono lignite (Valdarno),
marmi (Alpi Apuane), marne da cemento, salgemma, piriti, minerali
ferrosi (isola d'Elba) e vapore d'acqua, utilizzato per la produzione
di energia elettrica; inattive le miniere di mercurio del monte Amiata
. L'industria di trasformazione (35% della forza lavoro), ubicata in prevalenza
nella valle dell'Arno tra Pisa e Montevarchi,
nella fascia pedemontana tra Lucca e Firenze
e in alcune zone costiere, annovera numerose imprese dalle dimensioni per lo più
medie e piccole, operanti nei settori metallurgico, meccanico, alimentare, tessile,
chimico, conciario, calzaturiero, grafico-editoriale, dell'abbigliamento, del
mobilio e dei materiali da costruzione. In continua espansione è il turismo, che
ha i suoi maggiori centri d'interesse in alcune fra le più importanti
città storico-artistiche d'Italia, quali Firenze, Siena,
Pisa, Lucca, San Gimignano
, Volterra , Montepulciano e Pienza,
nelle stazioni idrominerali di Montecatini Terme,
Chianciano Terme e Monsummano Terme e in quelle
balneari, fra le quali emergono Viareggio e
Forte dei Marmi. Preistoria Abitata fin dal Paleolitico inferiore, i
ritrovamenti più importanti riguardano però il Paleolitico medio (con insediamenti
all'aperto e in grotta sul monte Cetona e nelle Alpi
Apuane) e superiore, per il quale alcuni aspetti presentano notevoli
connessioni con culture coeve della Puglia. Numerose sono le testimonianze dei
tempi neolitici, in cui genti dedite all'agricoltura e all'allevamento erano in
possesso di culture con numerosi influssi delle regioni contermini. Per il successivo
periodo Eneolitico, basilare per i rapporti con le regioni vicine è l'esistenza
di reperti sia di tipo Remedello sia di tipo Rinaldone. In tempi recenti sono
stati rinvenuti ricchi materiali della facies campaniforme, sia alla grotta
del Fontino sia in una serie di abitati scoperti nella zona di Sesto
Fiorentino. Con l'Età del Bronzo buona parte del territorio toscano entra
nell'ambito del grande complesso della civiltà appenninica, rivelata qui soprattutto
dai copiosi ritrovamenti di monte Cetona con la caratteristica
produzione di ceramica decorata a incisioni meandriformi. Dopo la breve fase protovillanoviana,
la Toscana entra nell'Età del Ferro che vede su tutto il territorio
il fiorire e l'espandersi della splendida civiltà etrusca.