Un complesso di credenze e superstizioni sopravvivono nella regione, testimoniate,
per esempio, da numerosi proverbi che prevedono la buona o la cattiva sorte pronosticata
attraverso l'interpretazione, secondo schemi tradizionali, di fatti naturali o
addirittura banali, o dalla sporadica sopravvivenza di riti atti a scoprire e
a esorcizzare il malocchio. La letteratura popolare è ricca di fiabe e leggende
che, a partire dal sec. XIX, hanno trovato in studiosi come G. Pitré, V. Imbriani,
I. Nieri e G. Nerucci attenti raccoglitori e illustratori. Tra le feste legate
al ciclo dell'anno diffusissime erano a Calendimaggio le celebrazioni ispirate
alla primavera: la sera della vigilia brigate di ragazzi e ragazze (maggiaiuoli)
andavano nelle case delle ragazze fidanzate e ricevevano doni: maggi erano chiamate
le canzoni intonate dalla comitiva, maio il ramo fresco infiocchettato recato
da un giovane che precedeva gli altri, mentre rami più piccoli venivano offerti
alle ragazze più belle.
Esistevano anche maggi lirici che hanno dato origine a
rappresentazioni drammatiche, a loro volta chiamate maggi, che vennero col tempo
spostate ad altre stagioni e che costituirono e costituiscono tuttora la rappresentazione
drammatica più importante della regione. Altri tipi di rappresentazione, come
contrasto, testamento, zingaresca e bruscello, un tempo assai diffusi, sopravvivono
ora sporadicamente: il primo è una semplice disputa che si conclude con un duello
al bastone; il secondo è la parodia di un testamento o di un contratto di nozze;
protagonista del terzo è una zingara che cerca di rimuovere gli ostacoli che si
frappongono a un matrimonio. Assai diffusi erano i canti che accompagnavano il
lavoro dei campi la cui più antica testimonianza risale al 1536. Canzoni epico-liriche,
canzoni enumerative e iterative, canzoni alla rovescia (filastrocche il cui contenuto
è in contrasto con qualsiasi regola del buon senso), ninne nanne, rispetti e stornelli
fanno parte del patrimonio culturale toscano.
Rispetto e stornello sono solitamente
seguiti da un ritornello di due o quattro versi detto anche rifiorito. Diffusissime
le celebrazioni legate al ciclo dell'anno o alle feste patronali: tra le più importanti
il Palio di Siena o quello marinaro di Livorno, la giostra del Saracino ad Arezzo,
la regata tra le quattro città marinare a Pisa e infine a Firenze
lo scoppio del carro il Sabato Santo (una colomba scorre
su un filo teso tra l'altare maggiore del duomo e il carro esposto davanti alla
facciata e innesca una miccia che fa scoppiare petardi e mortaretti),
la partita di calcio in abiti rinascimentali, rievocazione di quelle giocate in
piazza Santa Croce nel periodo mediceo, la festa del Grillo per
l'Ascensione (alle cascine vengono venduti grilli in piccole gabbie); tutte legate
in prevalenza alla stagione primaverile con qualche appendice in estate e in autunno.