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Pisa, La Torre, Piazza dei Miracoli

Comune di 187,09 km2 con 92.177 ab. nel 2000. È posta a 4 m s.m. su un'ansa del basso corso dell'Arno , nel cuore di una pianura alluvionale che si apre fra il mare e il monte Pisano, alla convergenza di alcune fra le più frequentate direttrici del traffico della Toscana occidentale. La città romana si trovava alla destra dell'Arno; in età medievale l'abitato si estese fino a raggiungere la sponda destra del fiume e fu racchiuso entro una prima cinta muraria nel sec. X, entro una seconda sensibilmente più estesa, comprendente anche il sobborgo di Chinsica, sulla sponda sinistra dell'Arno, tra la metà del sec. XII e gli inizi del XIV. Tale cerchia, dalla forma di un quadrilatero irregolare, riuscì a contenere l'espansione urbanistica fino al sec. XIX, allorché sorsero al di fuori delle mura nuovi borghi in rapido sviluppo. La città, dal punto di vista formale, si presenta distinta in due parti, quella esterna alle mura e quella interna; questa a sua volta è divisa dall'Arno in una sezione settentrionale, con pianta di origine romana per lo più a scacchiera, e in una sezione meridionale a pianta un po' più complessa, con elemento generatore l'ansa dell'Arno e fulcro la piazza della Repubblica. La parte esterna della città presenta forme più varie: hanno pianta a scacchiera il rione della stazione e l'esteso quartiere di Porta a Lucca, mentre la pianta lineare è propria degli altri quartieri periferici. Sono poi sorti tre nuclei satelliti, uno a N (I Passi), un altro a W della città e il terzo a E (Pisa Nuova), completamente autosufficienti. La città, infatti, ha continuato la sua espansione, indirizzata soprattutto verso E, fino a congiungersi con il centro ospedaliero di Cisanello, mentre verso S l'ampliamento delle attrezzature ne ha arrestato l'ulteriore sviluppo. Per quanto riguarda l'aspetto funzionale dei vari quartieri, spiccano un centro commerciale, un quartiere universitario-ospedaliero, che occupa il quadrante NW della città interna, un quartiere industriale, che è sorto a SW, nella città esterna, favorito dalle migliori vie di comunicazione (strade, scali ferroviari, canali navigabili). Gli altri quartieri, esterni e interni, hanno funzioni prevalentemente residenziali, pur non mancando di attrezzature commerciali e in certi casi di piccoli nuclei a carattere industriale. Emporio marittimo e commerciale fra i più vivaci e fiorenti del Mediterraneo nel sec. XII, conservò notevole importanza come centro commerciale e manifatturiero anche nei secoli successivi, grazie agli interventi dei Medici, fra i quali va annoverata la costruzione del canale dei Navicelli, che unisce Pisa al porto di Livorno ed è tuttora utilizzato da natanti fino a 600 t di stazza. Le principali risorse economiche sono costituite dalle attività terziarie (commercio e, soprattutto, pubblica amministrazione) e dall'industria, che è rappresentata da numerose imprese operanti nei settori vetrario, tessile, dell'abbigliamento, chimico, farmaceutico, metalmeccanico, conciario, alimentare, cantieristico e dei materiali da costruzione. Nel quadro dell'economia comunale una posizione non certo trascurabile ha il turismo, per l'attrazione esercitata dall'interesse storico e artistico della città e per il richiamo delle spiagge di Marina di Pisa e di Tirrenia-Calambrone. Rilevante è il movimento di passeggeri all'aeroporto di San Giusto, che nel 1998 ha fatto registrare 9405 aerei arrivati, 1.110.480 passeggeri imbarcati e sbarcati e 50.445 q di merci scaricate e caricate. La città è sede di un'università (1343) e della Scuola Normale Superiore (1813), nonché sede arcivescovile. Tito Livio attribuisce la fondazione della città ai Liguri, mentre Plinio la collega alla colonizzazione achea dei sec. XIII-XII a. C. Fu certamente dominio etrusco a partire dal sec. V a. C.; colonia militare romana nel 180 a. C., ottenne la cittadinanza nell'89 a. C. acquistando fama come base navale del Mediterraneo occidentale. Pisa mantenne la sua importanza navale anche nella soggezione a Odoacre, agli Ostrogoti, ai Bizantini e ai Longobardi. Fin dal sec. IX godeva di discreta autonomia con un governo retto da consoli. Intensificata la sua flotta contro la minaccia saracena per l'egemonia sul Tirreno e per i mercati del mondo arabo, fu vittoriosa a Reggio Calabria (1005), in Sardegna (1017), a Cartagine (1034). Con l'intervento pisano alla I Crociata, sorsero depositi e fondachi in Siria, commerci con Tiro, Laodicea e Giaffa, fiorenti colonie in Africa e in Egitto; gareggiando con Genova estese i traffici nella Francia meridionale, sempre ostacolata da Amalfi che vinse definitivamente nel 1135-37. Costituitasi in Comune nel sec. XI diede vita a corporazioni come l'Ordine dei Mercanti e l'Arte della Lana; è del 1190 l'istituzione del primo podestà. Fedele al partito ghibellino, combatté contro Firenze nel 1221, ma con la morte di Federico II di Svevia ebbe inizio per Pisa un periodo negativo. Sconfitta da Firenze nel 1254, vinse i Genovesi a San Giovanni d'Acri (1258). Dopo un breve periodo di pace, dopo la sconfitta dei guelfi fiorentini a Montaperti (1260), la morte di Manfredi (1266) mise Firenze al primo posto fra i Comuni toscani: riaccesasi la lotta con Genova, Pisa subì la disfatta della Meloria (1284), perdendo la Corsica. Tentò l'esperimento della signoria con Ugolino della Gherardesca, affiancato da Nino Visconti (1285-88). L'impresa in Italia di Enrico VII di Lussemburgo (1310-13) rinvigorì temporaneamente la città che ebbe a capo Uguccione della Faggiuola (1314-16), scacciato poi dai mercanti. Si succedettero le signorie di Gaddo (1317-20), Ranieri della Gherardesca (1320-25), Ludovico il Bavaro (1327-29), Bonifacio e Ranieri II della Gherardesca (1329-47), Andrea e Francesco Gambacorta (1347-55), Carlo IV di Lussemburgo (1355-64), Giovanni dell'Agnello (1364-68), Pietro Gambacorta (1369-92), Appiani (dal 1392). Nel 1399 Gherardo d'Appiano vendette Pisa a Gian Galeazzo Visconti alla cui morte (1402) subentrò Gabriele Maria Visconti. Il nuovo signore cedette la città a Firenze cui Pisa rimase definitivamente legata, condividendone la storia e in condizioni di sudditanza economico-commerciale a causa dell'interramento del suo porto. Centro di patrioti fu l'università in epoca risorgimentale: professori e studenti furono tra i protagonisti della spedizione a Curtatone e Montanara (1848). Nel 1851 la reazione chiuse l'università, riaperta soltanto dopo 8 anni dal governo provvisorio toscano. Fu annessa al Regno d'Italia nel 1860. Nel corso della seconda guerra mondiale Pisa venne cannoneggiata; gli Americani la liberarono il 2 settembre 1944. Dell'antico municipio romano è incerta l'ubicazione del foro e restano tracce di un anfiteatro, di un teatro, di un edificio termale (“Bagni di Nerone”). La città, che conserva un tessuto urbano fondamentalmente medievale, con le caratteristiche case-torri, conobbe il suo maggiore splendore artistico nei sec. XI-XIV. Massimo complesso monumentale è la decentrata piazza dei Miracoli, sulla quale prospettano la cattedrale, il celebre campanile, il battistero e il camposanto. La cattedrale, notevole esempio di architettura romanico-pisana, fu iniziata nel 1063 da Buscheto e completata da Rainaldo, autore dell'imponente ed elegante facciata a quattro ordini di loggette; l'ingresso abituale è però costituito dalla porta di S. Ranieri (presso l'abside) con splendide porte bronzee di Bonanno Pisano (1180). Caratteristiche salienti dell'edificio sono la cupola a pianta ovale (sec. XII) e le superfici esterne scandite orizzontalmente da fasce bianche e nere, schema decorativo tipicamente toscano. Nell'interno, a cinque navate, il pulpito di Giovanni Pisano, importante opera di scultura gotica; notevoli anche il grande mosaico duecentesco dell'abside (in parte di Cimabue), la tomba di Enrico VII (sec. XIV) di Tino di Camaino, e alcuni quadri di Andrea del Sarto. Il campanile, o torre pendente (inclinato a causa del cedimento del terreno e sottoposto a lavori di continuo consolidamento), è un corpo cilindrico svolto in otto ordini sovrapposti, iniziato nel 1174 su progetto di Bonanno Pisano e completato nel sec. XIV. Il battistero, maestoso edificio circolare romanico con decorazioni gotiche, fu iniziato nel 1153 da Diotisalvi e completato alla fine del Trecento; la volta è costituita da un cono tronco sovrastato da una cupola; all'interno, il famoso pulpito di Nicola Pisano (1260) e varie sculture di Nicola e Giovanni Pisano. La piazza è infine delimitata dal gotico camposanto (iniziato nel 1278 da Giovanni di Simone), costruzione rettangolare purtroppo danneggiata nel 1944 (i maggiori danni dei bombardamenti sono stati però causati nella parte della città a sud dell'Arno). I quattro lati interni del camposanto sono circondati da un porticato le cui pareti e i soffitti recano vari affreschi (in parte staccati) quali il celebre Trionfo della Morte (sec. XIV). Importanti chiese romaniche sono S. Paolo a Ripa d'Arno, S. Sepolcro e S. Piero a Grado (sec. XI-XII). Al sec. XIII risalgono invece S. Caterina (all'interno, opere del Traini e di Nino Pisano) e S. Francesco. Trecentesca è la piccola, elegantissima chiesa di S. Maria della Spina, che conserva statue di Tommaso Pisano. La città, decaduta profondamente nel sec. XV, rifiorì all'epoca del dominio mediceo, quando sorsero, nella piazza dei Cavalieri (antico centro della città), il palazzo dei Cavalieri e la chiesa di S. Stefano (all'interno, busto di Donatello) entrambi del Vasari (1562-69). Successivamente Pisa, seppure vivace dal punto di vista culturale per la presenza dell'Università, non ebbe grandi manifestazioni d'arte. Il Museo Nazionale di S. Matteo, fra i più importanti per l'arte medievale italiana, raccoglie tra l'altro sculture di Giovanni Pisano, Andrea Pisano, Michelozzo, Verrocchio; quadri di F. Traini, Giunta Pisano, del Maestro di S. Martino, S. Martini, Giovanni da Milano, Masaccio, B. Gozzoli, ecc. Il camposanto contiene un'importante raccolta di antichità, in particolare sarcofagi romani, riutilizzati nel Medioevo, con varie raffigurazioni. Notevoli anche i ritratti di Cesare e Agrippa e una stele funeraria attica del sec. IV a. C. L'Università di Pisa (o Sapienza) nacque ufficialmente con la bolla di Clemente VI del 1343; ricevette impulso, successivamente, per merito di Lorenzo de' Medici, che iniziò i lavori per la costruzione del palazzo della Sapienza e vi chiamò maestri illustri, specie di diritto, e di Cosimo I, il quale istituì gli statuti rimasti in vigore fino al sec. XVIII e l'ordinamento per collegi (Collegio della Sapienza, Ferdinandeo, Ricci, Puteano, Vittoriano) che costituisce una caratteristica dell'ateneo pisano. Nei sec. XVI e XVII, Pisa e la sua università divennero uno dei centri scientifici più importanti d'Italia con l'insegnamento di G. Falloppia, A. Cesalpino, G. Galilei e M. Malpighi. All'inizio del sec. XIX, con la dominazione francese, l'università fu trasformata in Accademia imperiale, dipendente dall'Università di Parigi, posta a capo di tutto l'ordinamento scolastico toscano e ampliata con il Pensionato Accademico e la Scuola Normale Superiore. È articolata in 11 facoltà; nella Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento sono stati riuniti i collegi medico, agrario e giuridico. Dall'università dipende il Centro di ricerca e di sperimentazione agraria e aziendale di S. Piero a Grado. § Tra le principali biblioteche della città sono da ricordare l'Arcivescovile, fondata dal cardinale P. Maffi nel 1904, ricca di pergamene medievali (la più antica del 724); la Cateriniana, già esistente forse nel sec. XIII; quella della Domus Galileiana, fondata nel 1942 con importanti carteggi e autografi di eminenti scienziati; l'Universitaria, fondata nel 1742, che ha ora oltre 400.000 volumi e oltre 1000 manoscritti, tra cui il Liber maiolichinus (sec. XII-XIII); la biblioteca della Scuola Normale Superiore, fondata nel 1813, che conserva fondi importanti dei più insigni maestri della scuola (Barbi, D'Ancona, Pasquali, ecc.)

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